|
Era il 1978 quando il grande esploratore francese Jacques Cousteau propose per la prima volta la Carta dei diritti delle generazioni future (vai alla pagina del video): un documento assolutamente innovativo, che per la prima volta si preoccupava di tutelare gli interessi delle persone che dovevano ancora nascere.
Un documento poi ratificato nel 1991 dall’UNESCO, che stabiliva questi cinque punti: 1. Le generazioni future hanno diritto ad una Terra indenne e incontaminata, e a goderne quale luogo della storia dell'umanità, della cultura e dei legami sociali che assicurano l'appartenenza alla grande famiglia umana di ogni generazione e di ogni individuo. 2. Ogni generazione, nel condividere in parte l'eredità della Terra, ha il dovere di amministrarla per le generazioni future, di impedire danni irreversibili alla vita sulla Terra nonché alla libertà ed alla dignità umana.
3. E' pertanto responsabilità essenziale di ogni generazione, allo scopo di proteggere i diritti delle generazioni future, attuare una sorveglianza costante ed attenta sulle conseguenze del processo tecnico che potrebbe nuocere alla vita sulla Terra, agli equilibri naturali e all'evoluzione dell'umanità. 4. Tutte le misure adeguate, ivi compresa l'educazione, la ricerca e la legislazione, saranno prese per garantire tali diritti ed accertare che essi non vengano sacrificati ad imperativi di vantaggi o convenienze immediate. 5. I governi, le organizzazioni non governative e le singole persone sono chiamate a mettere in opera detti principi, dando prova in immaginazione come se fossero presenti quelle generazioni future i cui diritti vogliamo fondare e difendere. Nella foto a sinistra, Jacques Cousteau
|