Arturo Toscanini PDF Stampa E-mail

Nato a Parma nel 1867, Arturo Toscanini fu considerato dal pubblico, dai critici a lui contemporanei e dai suoi stessi colleghi il più grande direttore d’orchestra della sua epoca e uno dei più acclamati musicisti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Dopo aver studiato violoncello e composizione in Conservatorio, girando il Sud America al seguito di una compagnia operistica proprio come violoncellista, prese in mano la bacchetta di direttore d’orchestra per sostituire il direttore precedente, Leopoldo Miguez, che avrebbe dovuto dirigere l’Aida a Rio de Janeiro. Miguez era stato contestato dal pubblico così pesantemente da non riuscire neppure a dare la nota d’inizio. Era il 1886, e Toscanini, che aveva soltanto 19 anni, iniziò così la sua carriera di direttore d’orchestra.

Acclamato in tutto il mondo per lo straordinario carisma, per la memoria prodigiosa, per il perfezionismo maniacale e per la grandissima intensità con cui comunicava con l'orchestra e con il pubblico, fu nominato Direttore del Teatro alla Scala di Milano nel 1898. In questo ruolo, legò al proprio nome la prima esecuzione assoluta di molte opere, come I Pagliacci di Leoncavallo, La fanciulla del West, la Bohème e la Turandot di Puccini.

Intellettuale aperto a tutti gli stimoli culturali, alle nuove frontiere dell'arte e alle innovazioni provenienti dall'estero, diresse la prima rappresentazione italiana di opere di Wagner come Il Crepuscolo degli Dei o il Sigfrido -opere che tutti gli altri teatri italiani avevano fino a quel momento evitato di mettere in scena per "difendere" la tradizione della lirica italiana.

Il 14 marzo 1931, al Teatro Comunale di Bologna, Toscanini si rifiutò di eseguire Giovinezza e l’Inno reale di fronte al Ministro fascista della Stampa Galeazzo Ciano. Fu uno scandalo: il direttore d'orchestra, che aveva 64 anni, venne aggredito e schiaffeggiato da un giovane facista delle "camicie nere".

Profondamente umiliato e risentito con il proprio Paese per il gesto, Toscanini decise di lasciare l’Italia e di trasferirsi negli Stati Uniti. Fu chiamato al Metropolitan di New York e qui divenne direttore stabile della Filarmonica.

Chiamato a dirigere la NBC Orchestra (una formazione violuta dal presidente della RCA David Sarnoff proprio perché fosse Toscanini a dirigerla), divenne una celebrità internazionale, anche grazie alle trasmissioni radiofoniche e televisive dei suoi concerti e alle numerose incisioni del repertorio operistico e sinfonico.

Tornò in Italia solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la completa disfatta del fascismo. Da Milano, dove tornò ad abitare, fu animatore della ricostruzione musicale del Paese. E proprio nel capoluogo lombardo fu protagonista, nel 1946, di una serata memorabile: il concerto di inaugurazione del Teatro alla Scala. Il celebre teatro milanese era stato infatti gravemente danneggiato dai bombardamenti subiti da Milano nell'ultima fase della guerra, ed era stato ricostruito a tempo di record. Il concerto diretto da Toscanini, l'ultimo che lo vide alla testa della Filarmonica della Scala, venne accolto quindi come un trionfo dai molti significati. E come un segnale di speranza per un futuro all'insegna della pace e della libertà.

Sempre diviso fra Italia e Stati Uniti, Arturo Toscanini morì nel 1957 e venne sepolto al Cimitero Monumentale di Milano. Con le attrici Sophia Loren e Anna Magnani e la cantante lirica Renata Tebaldi, Toscanini condivide un singolare record. I quattro protagonisti dello spettacolo sono infatti le uniche personalità italiane ad avere una stella nella Hollywood Walk of Fame, la famosa strada di Hollywood dove sono incastonate oltre 2000 stelle a cinque punte con i nomi di celebrità dello spettacolo.

 
Banner
Tienimi d'Occhio